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La Cina regala ai paesi del mondo occidentale una grande varietà di storia, tradizioni e costumi locali. Conoscere e apprezzare tutti questi aspetti è veramente diffcile, se non impossibile. Ma come la nostra scuola insegna e cerca di farci capire, attraverso numerosi progetti e iniziative, andare oltre l’impossibile non è altro che una bizzarra sfida quotidiana. E se entrare in contatto con una cultura così diversa e alternativa rispetto alla nostra sembra un grande muro di pietre e cemento, ancora una volta, un martello e delle braccia potenti, sono in grado di frantumarlo. L’Ite Tosi, questa barriera l’ha abbattuta, regalando agli studenti della lingua cinese una giornata dedicata alla scoperta del mondo cinese. Il 10 ottobre, presso la nostra struttura scolastica, in collaborazione con l’Istituto Confucio di Milano, due culture si sono fuse, arricchendosi a vicenda. Noi studenti, attraverso piccoli laboratori, siamo stati lietamente meravigliati da un mondo parallelo, fatto di ravioli, vestiti colorati e fragranze di te dal profumo incantevole. Durante il nostro percorso siamo stati affiancati da ragazzi cinesi innamorati della loro nazione e capaci di trasmettere emozioni e sensazioni. 

È stato sorprendentemente interessante imparare a scivere la parola “ciao” utilizzando pennelli e inchiostro del colore della notte, imprimendo su un foglio di carta sottilissimo e giallstro la nostra creatività e la nostra capacità di emulare i perfetti caratteri realizzati da chi, da sempre, si diverte a far danzare il pennello prima su e poi giù. Oppure annusare le erbe che compongono la perfetta miscela del te verde, perdendoci nei gesti di una dolce professionista in grado di ammaliarci con i suoi gesti e con la sua soave voce, che al termine della preparazione del te, ci ha accompagnati con un inno popolare. Relizzare invece una decorazioni con un filo colorato è stata un’impresa assai ardua, nonostante la spiegazione dei passaggi ben fatta e gli strumenti necessari disposti in perfetto ordine sui banchi di scuola. E la stessa cosa si può dire del laboratorio dedicato alla realizzazione di origami di carta; fantastici se realizzati correttamente, ma al più delle volte tagliati nel punto sbagliato o strappati a metà nel tentativo di incollarli su un foglio dello stesso materiale. 

Gli amanti della moda avranno sicuramente apprezzato la grande varietà di vestiti offerti dall’Istituto Confucio. Indossarli e inscenare sfilate con tanto di applausi e, ovviamente, risate, non solo ha rappresentato un momento di aggregazione, ma ci ha insegnato quanto sia bello conoscere culture tanto distanti, ma ricche di tradizioni e stili di vita fantasiosi e colorati. 

E in ultima battuta, non per importanza, è necessario ringraziare il “maestro delle bacchette cinesi”, un ragazzo dal sorriso smagliante, pronto a istruire il popolo italiano abitutato alle forchette e ai coltelli. E dopo una breve lezione, fondamentale per il prossimo pranzo al ristorante cinese, si sono aperte le sfide tra compagni di classe: chi fosse riuscito a trasportare per primo dei piccoli fagiolini da un piatto all’altro con il solo ausilio delle bacchette cinesi, avrebbe vinto!

Non è mancata, al suonare della campanella delle 10.50, una vera e propria degustazione di ravioli cinesi dal sapore intenso, ma delicato. Inutile dire che a tutti sono piaciuti.

La giornata si è conclusa così com’era iniziata, con tanta voglia di conoscere e scoprire, ma con una grande differenza: tutti noi abbiamo iniziato ad amare la cultura cinese che forse un po’ ci spaventava e che probabilmente non ci sembrava essere un granchè paragonata alla nostra. Eppure, grazie alla nostra scuola, all’Istituto Confucio di Milano e al professore Emiliano Barcella, docente di lingua e cultura cinese l’impossibile è diventato possibile. Rivivere un’altra volta il Confucio’s Day, una giornata in memoria di uno dei maggiori divulgatori delle tradizioni cinesi, Confucio, sarebbe veramente un sogno. Ma sognare non costa niente, giusto?