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Eventi

La vita: una grande sfida, ma un’immensa soddisfazione!

By 10 Marzo 2025No Comments

La sofferenza rimembra, il gusto della trasgressione fomenta, l’odore del sangue paralizza, ma non abbastanza. Il dolore non scompare. Ma la gioia rinasce, la possibilità anestetizza e la fragranza dell’amore ricostruisce.

L’amore è la chiave. Di un amico. Di un parente. Di un insegnante. E di chi non conosce, ma non giudica. Alla comunità di San Patrignano l’amore costituisce una dolce culla di rinascita, dedicata a chi, ingiustamente, ha sbattuto troppe volte il capo contro il muro, ferendosi, ma mai demordendo. Diego è uno di loro. Un ragazzo, ormai cresciuto e diventato un uomo, che il 23 febbraio ha raccontato agli studenti dell’Ite Tosi la sua storia. Il suo è un cammino dominato dalla sofferenza e dalle scelte sbagliate. Un cammino che fonda la sua essenza sulla capacità di un piccolo bambino di farsi condizionare da chi, per lui, non vuole altro che il male. Diego ha cercato, in tutti modi, di dimostrarsi diverso, di distinguersi, ma durante il periodo delle scuole medie le prese in giro, le percosse e gli indubbi atti di bullismo lo hanno condannato a infiniti anni di degrado. Sopraffatto e colmo di vergogna, il piccolo Diego ha imboccato una strada apparentemente facile, ma che non avrebbe fatto altro se non condurlo allo sfinimento. Ha iniziato a fumare; prima sigarette, poi canne e ancora sostanze tossiche, oppiacei, anestetizzanti della mente e delle tristezze. Ma questo non bastava. Lui rimaneva sempre il povero “cileno”, gettato via dai suoi genitori e miracolosamente adottato, senza speranze e senza futuro. La violenza lo ha salvato e lo ha trasformato ne “IL CILENO”, un ragazzo potente e spietato. Un venditore di morte. Un bambino che ancora conservava l’infantilità di un piccolo uomo a cui la vita ha giocato brutti scherzi. E quando per la sua inaccettabile condotta, i suoi genitori adottivi, portano la sua anima in Cile, Diego si mette immediatamente alla ricerca della sua infanzia, convivendo con i sensi di colpa, con la rabbia e cercando di sopravvivere all’astinenza da droghe. Si reca in un orfanotrofio, apatico e distante dal mondo. E un piccolo bambino gli si avvicina, lo osserva attentamente, lo abbraccia e in spagnolo gli sussurra: “diventa il mio papà, per favore”. Il cuore di Diego si scioglie, ma non si scompone. E la sua indole non viene nemmeno destabilizzata dal ritrovamento della tomba, malconcia e rovinata della madre. Il suo animo, freddo e distaccato lo protegge e lo rincuora. Ma per quanto ancora?

Tutto ha un limite. Tutto ha un inizio e una fine. E la fine per Diego inizia proprio quando i suoi genitori lo invitano fermamente a lasciare la sua casa, comunicandogli il totale disinteresse che ormai, nutrivano nei suoi confronti. Diego, fiero e coraggioso, non si lascia abbindolare dalle dure parole a cui è stato sottoposto e se ne va. Vive rubando, dormendo sotto ponti e gallerie, e sopravvive grazie alla droga, che anestetizza la sofferenza. Ma sopravvivere non è abbastanza. Diego lo sa. Se ne rende conto. E chiama il suo papà. E lui, nonostante la rabbia e la tristezza lo riaccoglie, ricomincia a chiamarlo “figlio” e lo accompagna alla comunità di San Patrignano.

Diego è rinato. Dopo anni di sofferenze, rabbia, sbagli e rimpianti, è rinato. E come lui altre migliaia di ragazzi ed educatori coinvolti in questi progetti di risanamento. Angela, una giornalista coinvolta nella comunità dal 15 marzo del 2015, ha rivisto la luce proprio grazie alle storie strazianti di ragazzi come Diego. Angela ha sofferto. Ha visto suo padre spegnersi lentamente a causa dell’Alzheimer. È cresciuta a suon di prese in giro. Ma non si è mai abbattuta. E quando era al limite delle sue forze si è fatta aiutare. Ha dato amore a chi ne aveva bisogno. Ha guarito ferite e ricucito profondi tagli. Ed è rinata.

Oggi Diego è un papà. Da 11 anni non assume droghe. Il desiderio di riprovare a usufruire di sostanze stupefacenti lo accompagnerà per tutta la vita. E al tempo stesso, nessuno sarà in grado di donargli emozioni e sentimenti che un uomo, vissuto e cresciuto troppo in fretta non ha mai provato e mai proverà. Oggi Diego ha imparato a spiegare come si sente, ad abbracciare e a farsi cullare da dolci carezze.

Oggi Angela sorride. È una giornalista affermata, oltre che un grande esempio per giovani e anziani. Non ha paura di essere sé stessa e di condividere la sua vita. È pronta a dare amore e a cullare chi ha bisogno di una spalla su cui piangere. Oggi Angela vive con il sorriso stampato sul suo volto, consapevole, ma lontana dalle lacrime.

La vita è un’incognita, ma la droga è una certezza. Siamo noi a dover scegliere. Siamo noi a dover vivere lontani dal peccato. Siamo noi a sbagliare e poi a rimediare ai nostri errori. Siamo noi gli scrittori della nostra soria. La vita è bella. Non gettiamola in una pattumiera di infelicità!