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La bellezza e l’eleganza non sono caratteristiche preclusive di luoghi pieni di pace e serenità. La bellezza e l’eleganza non fanno sorridere solo chi al posto dei capelli ha un’aureola. La bellezza e l’eleganza sono in grado di infiltrarsi in contesti duri, ma reali, come sottili raggi di sole che illuminano il mondo alle prime luci dell’alba. La bellezza e l’eleganza non sono a disposizione di una classe sociale ristretta, ma sono per chi è in grado di guardare il mondo con un paio di occhiali diversi.

È solo questione di prospettiva. Spesso giudichiamo prematuramente chi ci circonda per il colore dei suoi capelli, per il modo in cui si veste o per il tono della sua voce. Ma quando smetteremo di fermarci alle apparenze e scaveremo più a fondo, nell’anima e nel cuore?

Luciana Delle Donne non si è mai fermata alle apparenze e non si è mai lasciata ingannare da facciate smaglianti o, al contrario, da volti cupi e storie miserabili. E non ha mai permesso a nessuno di ostacolarla. Nemmeno quando, alla giovane età di soli 24 anni, ha contribuito a una delle più grandi innovazioni tecnologiche a cui l’Italia ha assistito: la creazione della prima banca online. Nel 1966, quando ancora Internet non era stato inventato, Luciana riuscì a mettere a punto un sistema bancario più veloce e immediato, in grado di aiutare e facilitare clienti e cittadini. E nonostante, come lei racconta, si trattò solamente di una rivoluzione tecnologica, la sua brillante mente riuscì a cambiare le prospettive di milioni di persone.

Ma la sua vita non si ferma qui. “Ho vissuto due vite; nella prima mi sono dedicata all’innovazione nel campo tecnologico. Nella seconda, quella in cui ancora guizzo felicemente, ho deciso di cambiare gli scenari di un mondo considerato scomodo e diverso: il mondo delle carceri. Sono 17 anni che mi occupo di innovazione sociale. Amo la mia vita. Amo entrambe le mie vite”. Quella di Luciana è una storia bella sia da vivere, che da raccontare, che da ascoltare. E noi, studenti dell’Ite Tosi, il 6 dicembre 2024, la sua storia l’abbiamo ascoltata con grande interesse, imparando a vivere veramente e a conoscere realtà che non ci appartengono, ma che ci sono vicine, più di quanto pensiamo.

Luciana, ci ha raccontato del progetto “Made in Carcere”, che in seguito a un’esperienza di volontariato in Brasile ha deciso di sviluppare. Il suo obiettivo e quello di tutte le persone che ogni giorno lavorano con lei è quello di “dare una seconda vita agli abiti e alle donne in carcere. La moda inquina, quindi perché non prendere un qualsiasi capo vestiario e trasformarlo in qualcosa di ancora più bello?”. E per farlo, è necessario l’aiuto di qualcuno. E Luciana, questo aiuto, l’ha trovato nelle donne carcerate. Loro aiutano lei, il mondo della moda e i loro figli, che fuori dalle carceri le aspettano. E Luciana insegna loro a cucire, le ama e le aiuta a cambiare, perché come sostiene lei “l’essere umano, se aiutato e amato cambia”. E infatti, il suo progetto ha permesso di abbattere la recidiva, un fenomeno che ormai preoccupa lo Stato e i cittadini italiani. Ma una volta scontata la loro pena, le donne che Luciana cura amorevolmente ogni giorno, riescono a trovare la libertà interiore e a vivere ogni giorno con il sorriso. Durante la loro permanenza in carcere hanno imparato a lavorare, ad appassionarsi e a perdonarsi. E questa sensazione di pace le accompagnerà per tutta la vita. Non importa se siano state nel carcere di Taranto, Lecce o Trani, che sono alcune delle strutture in cui Luciana opera. Non importa quale reato abbiano commesso. Importa che qualcuno abbia dato loro fiducia, abbia teso loro una mano nel momento in cui stavano per crollare nelle tenebre.

Forse Luciana Delle Donne non è Wonder Woman, ma ha saputo cambiare il mondo. Ha saputo rivoluzionare l’esistenza di donne e uomini che non avevano più niente da perdere. Lei li ha cambiati. Non ha cambiato la vita di 8 miliardi di persone, ma ha cambiato la vita di coloro che la vita la odiavano.

Luciana Delle Donne - Euclid NetworkPress – Made in Carcere