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Chi voglio essere essere tra cinque anni?

Mi chiamo Matilde Santambrogio, sono una ragazza della quarta B Internazionale e frequento l’ultimo anno di scuola qui all’ITE Tosi.
Mi è sempre piaciuto scrivere: fin da quando ero piccola, mettere i pensieri nero su bianco è stato il mio modo di dare ordine alle idee, di raccontare emozioni e di capire meglio ciò che mi circonda. Trovare persone che credessero in quello che facevo ha reso tutto molto più semplice e più vero, e questo è successo proprio qui, nella nostra scuola.

Da quasi tre anni faccio parte della redazione digitale del Tosi, e non esagero se dico che questo percorso ha cambiato il mio modo di vedere le cose.
Quando ho iniziato, pensavo che scrivere fosse solo mettere insieme parole nel modo giusto. Poi ho capito che dietro ogni articolo, ogni intervista, ogni post pubblicato, c’è molto di più: c’è il desiderio di capire, di raccontare e di far arrivare un messaggio vero alle persone.
Nel lavorare insieme ai miei compagni e ai professori della redazione, ho scoperto quanto sia potente la comunicazione quando nasce dall’ascolto e dal rispetto. Ho imparato a osservare meglio ciò che mi circonda, a farmi domande, a cercare il senso profondo delle cose.
E da lì ho capito che è proprio questo ciò che voglio fare nella vita: comunicare, raccontare, costruire connessioni tra le persone attraverso le parole.

Tra cinque anni mi immagino in una redazione, con la stessa curiosità che ho oggi ma con più strumenti, più consapevolezza e più coraggio. Mi vedo come una giornalista capace di unire empatia e rigore, di raccontare i fatti senza dimenticare le persone. Voglio continuare a cercare la verità, anche quando è scomoda, e imparare ogni giorno qualcosa di nuovo dal mondo che mi circonda.
L’esperienza con il Tosi mi ha fatto capire che la comunicazione non è solo un mestiere: è un modo di essere. È la possibilità di usare le parole per costruire ponti, per dare voce, per ispirare.
Ed è proprio grazie a questo percorso, alle persone che mi hanno accompagnata e alle storie che ho imparato a raccontare, se oggi so chi voglio diventare domani.
Perché tra cinque anni voglio essere una persona che non smette mai di cercare, di raccontare e di credere nel potere di una buona storia.