Il Diploma Day non è solo una giornata di festa o una cerimonia a suon di musica, ringraziamenti e saluti. Il Diploma Day è innanzitutto un sipario che, tristemente, chiude un importante capitolo della vita di centinaia di studenti. E il Diploma Day del Tosi è speciale.
Lo è sempre stato, fin dalla sua prima edizione, a quella che si è svolta quest’anno. Il 10 luglio del 2025, infatti, presso il nostro Istituto, ben 446 studenti hanno salutato, forse per l’ultima volta, una scuola che li ha visti crescere. La scuola, che spesso li ha messi in difficoltà, non si è mai risparmiata di insegnare loro a combattere, contribuendo a formare dei cittadini consapevoli ed entusiasti del futuro.

La serata, inaugurata dal vicepreside Paolo Ferrario, ha visto susseguirsi gli interventi di quattro figure di spicco, attente all’ambiente giovanile: Chiara Colombo, Paola Frassinetti, Emanuele Monti ed Enrica Sabatini. Enrica Sabatini, in particolare, ha condiviso con il pubblico un insegnamento fondamentale: siamo noi gli autori della nostra vita. Sono infatti numerosi gli ostacoli che, ciascun essere umano, ha incontrato e certamente incontrerà lungo il suo percorso. I momenti di difficoltà non mancheranno, ma saranno indispensabili perché capaci di fortificare, incrementare, sostenere. Eppure, tutto prima o poi giunge al termine. E così, anche la fatica, anche la sofferenza, prima poi scompariranno, lasciando il posto a enormi sorrisi, colmi di sincera felicità. “La mente è il mio più grande punto di forza, ma anche la mia maggiore debolezza”, racconta Enrica. Le sue parole non hanno il solo e mero scopo di rappresentare una verità incontestabile, ma cercano di spiegare quanto la propria coscienza, in qualsiasi situazione, giochi un ruolo fondamentale.
E nella mente dei 446 ragazzi che finalmente si sono diplomati non smetteranno mai di brillare le parole della dirigente dell’ITE Tosi: “Ragazzi, siete vuoi il futuro perché avete tutte le carte in regola per delineare il mondo. Siate il cambiamento che volete vedere attorno voi. Questo lo diceva Ghandi e aveva perfettamente ragione”.
Il cambiamento non si realizza con un semplice schiocco di dita, ma si costruisce, giorno dopo giorno. Non esiste una ricetta segreta che permetta a chi davvero lo desidera, di rivoluzionare la realtà circostanza. Perché è proprio il desiderio, che spesso corrode, di avere un impatto, di creare qualcosa di grande che impedisce a noi ragazzi di guardare passivamente, senza interesse, ma ci spinge ad osservare la voglia di fare, vivere e sognare, sempre di più. Sognare non è un delitto, immaginare non nuoce e sperare non guasta. Sogniamo, perché è solo così che cambieremo davvero il mondo.





