Immagina un mondo in cui i giovani non solo sognano il loro futuro professionale, ma hanno anche l’opportunità di costruirlo attivamente. Questo è il cuore pulsante di WAT! What a Transition, un progetto innovativo che sta rivoluzionando la transizione dalla scuola al lavoro. In un’epoca in cui le competenze richieste dal mercato sono in continua evoluzione, WAT si propone di colmare il divario tra le aspirazioni degli studenti e le esigenze delle aziende, creando un dialogo diretto tra questi due mondi. Con eventi che si svolgono da Milano a Napoli, WAT non è solo un viaggio, ma una vera e propria missione per connettere giovani, educatori e leader aziendali, tutti impegnati a costruire un ecosistema lavorativo inclusivo e sostenibile. La sfida è ambiziosa: trasformare le esperienze di apprendimento in opportunità concrete, affinché ogni giovane possa affrontare il futuro con fiducia e competenza.
Il progetto, svoltosi a Milano il 24 e 25 ottobre, ha presentato “un viaggio tra territori, scuola e lavoro”, evidenziando l’importanza di una sinergia tra istituzioni, giovani, scuola e aziende. L’assessore di Milano allo sviluppo economico e politiche del lavoro, Alessia Cappello, ha sottolineato le difficoltà delle aziende nel reperire persone qualificate con le competenze necessarie nel mondo del lavoro attuale. Questo problema è particolarmente grave in un contesto in cui l’Italia presenta uno dei tassi di disoccupazione giovanile più elevati d’Europa.
Questo fenomeno è aggravato dalla mancanza di opportunità lavorative dignitose e dalla crescente ansia tra i giovani riguardo al proprio futuro. La situazione richiede un intervento mirato per affrontare le difficoltà nei momenti di transizione, che possono portare i ragazzi a temere un fallimento personale.
È fondamentale che i giovani sviluppino un’attitudine proattiva, imparando a sperimentare e sbagliare per trovare la propria strada, con l’aiuto degli adulti per orientarli. Ogni giovane si trova davanti a un bivio di scelte, dove ognuno ha il potere di cambiare il proprio futuro, ma spesso è difficile scegliere, soprattutto se non si hanno a disposizione gli strumenti giusti per farlo.
Durante questi due giorni, i ragazzi di quinta della nostra scuola e due docenti accompagnatori hanno collaborato con coetanei di altri istituti, responsabili di alcune aziende importanti del territorio e rappresentanti della provincia e dei comuni. Dopo aver ascoltato insieme gli interventi degli ospiti del progetto, si sono divisi per partecipare a dei workshop in cui si trovavano a risolvere situazioni reali, trovando un accordo tra i diversi punti di vista.
I realizzatori del progetto, Lucia Abbinante e Davide Zucchetti, hanno fatto sì che fossero i partecipanti a essere protagonisti, mettendo in gioco le proprie idee. Lucia Abbinante, laureata in Scienze della Comunicazione, è partita dal suo quartiere, dove ha co-fondato una web radio dedicata all’antimafia sociale, e ha poi lavorato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri su programmi di politiche giovanili nazionali. Attualmente parte dell’azienda “The European House Ambrosetti”, ha messo a disposizione la sua lunga esperienza nel campo dell’innovazione sociale e delle politiche giovanili, raccontando ai giovani il proprio vissuto. Davide Zucchetti, invece, è laureato in Sociologia e, dopo essersi occupato di comunicazione digitale, è approdato nel mondo della formazione, collaborando anche con il MIUR, fino ad arrivare a lavorare per Randstad Education, dove si occupa di favorire le relazioni tra personale e azienda, supportandole e fornendo la giusta formazione.
Da entrambi è emersa la necessità di coinvolgere tutti gli attori della transizione scuola-lavoro, perché le problematiche che ne derivano non riguardano solo il disallineamento tra domanda e offerta, ma qualcosa di più complesso. Facendo incontrare queste figure, ci si pone l’obiettivo di creare una maggiore sinergia tra di loro.
WAT ha così offerto spunti preziosi ai ragazzi, e non solo, su come affrontare la transizione che stanno per vivere. Unendo le riflessioni delle quattro parti coinvolte in questa transizione e grazie a una formazione mirata e alla collaborazione di tutti, possiamo sperare in una generazione di giovani pronti a cogliere le sfide del domani.
Matilde Santambrogio




