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«Ma i veri viaggiatori sono solo quelli che partono per partire», scriveva Charles Baudelaire.

Baudelaire spiega alla perfezione quello che per me rappresenta un viaggio: sguardo, ascolto, storie. E ogni volta sono i racconti che accompagnano un luogo a renderlo indimenticabile.

Ma quante volte mi sono perso nei racconti di mia madre che accompagnano sempre i nostri viaggi? Oggi voglio raccontare del mio ultimo viaggio a Parigi, di amori tragici e della mia zona del cuore, Montmartre.

Passeggiare a Montmartre significa perdersi tra scalinate infinite che ti fanno arrivare in cima col fiatone, vicoli silenziosi che ti costringono a fare pace con te stesso.

Montmartre e’ un quartiere che conserva l’anima bohémiènne di Parigi, quella degli scrittori, dei pittori squattrinati e delle loro vite spesso fatte di eccessi.

La Maison Rose si colloca proprio qui, con il suo colore rosa pastello delle facciate e del verde menta delle sue persiane, colori scelti e voluti dalla sua proprietaria, Germaine Gargallot, soprannominata Laure. All’inizio del ‘900 la Maison Rose era una osteria senza pretese, dove gli artisti spesso si radunavano per cenare (spesso senza avere i soldi per il conto, che pagavano con le loro opere). Tra questi spiccano i nomi di Picasso e Casagemas, grandi amici che frequentavano la Maison Rose assiduamente. In particolare, il pittore spagnolo Casagemas si innamoro’ perdutamente di Laure, che pero’ non ricambiava il suo amore, se non con un affetto fraterno.

La gelosia e il rifiuto iniziarono a consumare inesorabilmente Casagemas che fu travolto da una tragica depressione. Una sera, cenando in compagnia di Laure, Picasso e altri amici, Casagemas all’improvviso estrasse una pistola che punto’ prima contro Laure e che rivolse poco dopo a se stesso. Due colpi secchi spensero ogni risata e il locale ammutoli’: Laure riusci’ a schivare il colpo ma Casagemas punto’ dritto alla propria tempia e mori’ la sera stessa in ospedale, lasciando l’amico di sempre Picasso sbigottito e segnando l’inizio del Periodo Blu. Da qui in poi infatti inizio’ a dipingere madri sofferenti, figure solitarie e mendicanti, con dipinti dominati dal colore blu.

Camminando via dalla Maison Rose ho pensato che i luoghi, come le persone, non raccontano tutto subito. Alcuni segreti li sussurrano, ma solo a chi e’ disposto a fermarsi ad ascoltare e a chi “parte per partire”.

Montmartre è uno di questi posti.

Il prossimo viaggio mi porterà lontano, in un paesaggio immenso, dove una leggenda intreccia cavalli e libertà sotto un cielo senza confini. Ma questa è un’altra storia.