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Parlare di giovani, futuro, economia, geopolitica e imprenditorialità è estremamente importante. Il contesto del ventunesimo secolo richiede la capacità di adattarsi a continui cambiamenti, affrontare sfide di carattere ambientale, culturale, sociale e politico, e gestire situazioni complesse e intricate. A dimostrarlo non sono solo le notizie che ogni giorno dominano i telegiornali nazionali. A dimostrarlo sono incontri, manifestazioni, convegni e assemblee che propongono lucide riflessioni su questi temi.

Giovedì 16 aprile, presso l’Istituto Tecnico Economico Enrico Tosi di Busto Arsizio, ha avuto luogo un evento organizzato da Area Giovani Castellanza, coordinato dall’associazione Noi del Tosi e volto ad approfondire temi di attualità particolarmente rilevanti per il nostro Paese. Area Giovani, è un’associazione apolitica e apartitica nata nel 2016 per promuovere eventi, cultura e partecipazione attiva tra i giovani. Protagonisti dell’iniziativa sono infatti ragazzi e ragazze che credono nel potere e nell’innovazione che solo le nuove generazioni possono contribuire a donare alla società contemporanea. Sara Ambrosetti, membro del direttivo, racconta di essere «assolutamente entusiasta del futuro che ho davanti. Non si tratta solo del mio futuro, ma di quello di tutti i miei coetanei. Stiamo parlando del nostro futuro!» La serata, inserita nel progetto “Quale futuro vogliamo costruire?”, è stata condotta da Silvestro Pascarella, direttore del quotidiano locale La Prealpina della provincia di Varese, che in qualità di mediatore, si è confrontato con importanti personalità dell’economia e dell’imprenditorialità.

Al centro della discussione le statistiche presentate dal dottor Michele Tronconi, imprenditore italiano e autore del libro “Demografia e destino”,  raffiguranti la situazione demografica della nostra penisola. «La popolazione italiana sta invecchiano. La generazione dei cosiddetti “baby boomers” è stata l’ultima a conoscere uno sviluppo importante. Tuttavia, in questi ultimi anni, i valori hanno raggiunto il minimo storico», afferma Tronconi, sottolineando quanto questa situazione sia preoccupante per anziani, adulti, giovani e bambini. «Dovete immaginare due file di persone che ogni giorno si recano in banca: in mattinata i contribuenti versano le loro tasse, verso sera invece, i beneficiari ricevono il loro compenso. Il problema è che la fila dei contribuenti si sta assottigliando. Al contrario quella dei beneficiari è sempre più lunga. Mi chiedo, allora, cosa accadrà quando le percentuali peggioreranno ulteriormente?», conclude Michele Tronconi.

La parola è poi passata al prof. Carlo Cottarelli, economista, editorialista ed ex politico italiano, noto a livello internazionale. Il professore concentra le sue attenzioni sull’importanza di aumentare il coinvolgimento e i posti di lavoro, portando il concetto di “imprenditorialità” a una maggiore evoluzione. Raffrontando l’Italia, in riferimento a dimensioni, numero di abitanti e crescita della produttività, con paesi come la Spagna, il Portogallo e l’India, Carlo Cottarelli, dimostra quanto, lo sviluppo economico italiano e mondiale, proceda a rilento. «Nel 2025, nella nostra penisola, il PIL è cresciuto soltanto dello 0,5%. In Spagna, invece, i valori hanno raggiunto il 3% e in India le percentuali sfiorano l’8%. Il problema è che l’Italia è una piccola potenza, con strumenti e mezzi necessari per crescere, ma nessuna prospettiva di cambiamento. Ma siamo fortunati», prosegue il professore «perché siamo inseriti in una grande e prosperosa comunità, l’Unione Europea. Perché è vero, da soli siamo piccoli, e forse “insignificanti”, ma la comunità europea, è una grande potenza economica, e per questo un punto saldo da cui partire». Secondo Carlo Cottarelli, sono proprio i giovani a doversi inserire nel contesto globale che domina la scena mondiale contemporanea. Il futuro è proprio nelle loro mani, ed è essenziale invertire le tendenze degli ultimi decenni.

Prezioso e indubbiamente carico di speranza è il discorso del giovane dottor Pietro Conti, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Varese, che ogni giorno vive l’imprenditoria e l’economia, affiancato da ragazzi e ragazze pronte a disegnare un futuro lineare e costruttivo. «È essenziale che i ragazzi di oggi prendano coscienza e conoscenza del mondo che li circonda e che li attende. Devono essere preparati, pronti a rischiare e a fare fatica», racconta Pietro Conti.  «Le sfide globali sono sempre più impegnative ed è necessario che ognuno abbia gli strumenti necessari per affrontarle. Parlando proprio di intelligenza artificiale, non posso non esprimermi in favore di questa tecnologia. Indipendentemente dallo scetticismo di tante persone, sono fermamente convinto della sua utilita». Secondo il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Varese, questa tecnologia non determinerà l’eliminazione dei posti di lavoro per l’uomo, ma agevolerà l’esercizio della professione, integrandosi perfettamente nel contesto in cui verrà impiegata. L’intelligenza artificiale non è la nemica dell’evoluzione, ma una delle chiavi verso il progresso.

«Siamo circondati da repentini cambiamenti geopolitici. Dobbiamo essere informati, e i giovani, soprattutto, devono dimostrarsi curiosi e pronti a conoscere che sta accadendo attorno a loro. Si tratta del loro futuro», sentenzia Andrea Venegoni, professore di economia politica presso l’università Liuc di Castellanza. «Sono essenziali le cosiddette “competenze trasversali” o “soft skills”. È importante saper lavorare in gruppo, confrontandosi con opinioni e metodologie differenti. È indispensabile adattarsi a situazione differenti, senza soccombere a parole, gesti o fatti. Ma soprattutto, è fondamentale riuscire a sviluppare un pensiero critico solido» conclude il professore. Lo scenario globale non è sicuramente facile da comprendere o affrontare: i dati e le statistiche relative provenienti da studi geopolitici, economici, sociali e culturali, descrivono situazioni pericolose, disastrose ed estremamente complesse. Gestirle, e ancora prima conoscerle, è ormai un punto indiscutibilmente essenziale. I giovani, protagonisti dell’immediato futuro, saranno gli artefici o, al contrario, i carnefici della società contemporanea. Sono loro, i primi a dover urlare, puntare i piedi e cambiare le sorti di un mondo che, a malincuore, non conosce la pace attraverso lo sviluppo delle proprie conoscenze proiettate in un futuro in rapida e costante evoluzione.